le impressioni dello “straniero”

Iniziamo a lavorare all’alba, e benché il mare sia a 22 gradi, il primo
impatto con l’acqua che entra nella muta è sempre sgradevole.

Davanti a noi 20 minuti di nuoto per arrivare a destinazione; siamo
entusiasti e concentrati nell’attesa della rinnovata esperienza di un
incontro subacqueo unico: l’osservazione ravvicinata di una creatura
marina leggendaria.

Questa bellissima baia della costa turca è un posto unico nel
Mediterraneo e forse al mondo. Qui, con soli maschera e boccaglio, si
possono vedere sino ad una dozzina di squali nel loro ambiente
naturale: squali bellissimi, naturali e relativamente timidi in
qualche metro d’acqua ed a pochi centimetri dalla riva! E’ un posto
incredibile perché non c’è bisogno di astuzie per far avvicinare gli
squali, che sono lunghi un paio di metri. Questi squali, adulti e
quasi, vengono qui ogni stagione, stando per conto loro, andando avanti
e indietro dall’alba al tramonto sulla costa nord della baietta- o
almeno questo è quanto pensiamo, dato che nessuno sa se se ne vadano la
notte o rimangano nello stesso posto.

Di fatto, non è semplice vederli perché tendono ad evitare le persone:
questi squali non sono abituati, né mostrano alcun interesse per le
persone. Sono praticamente inoffensivi (se non vengono provocati) e per
lo più ci ignorano; quando ci va male li possiamo vedere solo per
qualche secondo, il tempo che ci mettono a realizzare che ci siamo
anche noi. Per mia fortuna sono qui con le migliori guide possibili:
Eleonora de Sabata e Simona Clò, due ricercatrici italiane che hanno
studiato questo gruppo di squali per gli ultimi cinque anni. Sanno
quali sono i luoghi ed i momenti migliori per vederli, e come
intrufolarsi nei loro, prevedibili, itinerari. Il posto migliore e più
confortevole per guardarli è da un balcone naturale, una piattaforma
rocciosa sulla costa frastagliata che forma un letto per 3 persone. Con
la testa ed il sedere fuori dall’acqua, ci appoggiamo sulla pancia ed i
gomiti ed aspettiamo che gli squali vengano alla terrazza di 2 metri
sottostante al nostro nascondiglio. Pian piano, fino a 12 squali
vengono in un gruppo compatto ed iniziano un’incredibile parata
naturale, in cui alcuni individui si avvicinano fino a mezzo metro da
noi: ci rimane solo da mettere la testa sott’acqua e guardare. Se non
facciamo rumore e non ci muoviamo, gli squali rimangono per qualche
minuto.

Le possibilità di ricerca sul comportamento e l’ecologia degli squali
in questa piccola baia sono incredibili e Simona ed Eleonora hanno già
iniziato ad identificare alcuni individui e cercano di capire quale sia
il ruolo di questa baia nel ciclo di vita degli squali mediterranei.
Sono molto grato ad entrambe per avermi lasciato auto-invitarmi alla
campagna di ricerca di quest’anno (in cambio di preziosi consigli su
come inziare uno studio sulle migrazioni utilizzando tag di archivio di
tipo “pop-up”) e spero potranno riunire i fondi di cui c’è estremo
bisogno per sviluppare pienamente questo progetto di ricerca necessario
per saperne di più sugli squali, che sono fra gli animali marini più
misteriosi – e che hanno molto bisogno del nostro aiuto. Infine, spero
che queste due appassionate bellezze italiane riescano ad ottenere che
il governo ed il popolo turco proteggano questi magnifici squali e la
loro piccola baia, preché, in tanti anni di ricerca, non ho mai visto
un posto unico e così bello come questo.

Ramon Bonfil, PhD
Wildlife Conservation Society
New York

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