2004 una nuova stagione

Maggio, una baia tranquilla lungo la costa turca. Decine di squali si radunano sotto costa, in due-tre metri d’acqua. Sfilano a drappelli di tre, quattro, dieci animali. Molti sono femmine, il ventre carico di piccoli prossimi a nascere.

Siamo in Mediterraneo e questo è l’unico luogo in tutto il bacino dove si possano incontrare regolarmente gli squali. Una baia rimasta segreta per proteggere questi animali – minacciati e in drammatica diminuzione in tutto il mondo – in un momento così delicato della loro esistenza.

“Bottondoro”, “Scarface” e “Boccastorta” sono solo alcuni degli esemplari che Eleonora de Sabata, giornalista e fotografa, e Simona
Clò, biologa marina e ricercatrice dell’Icram, hanno imparato a conoscere durante le lunghe ore passate in mare. La ricerca è iniziata
nel 2001. Dopo tre stagioni di osservazioni e riprese foto e video abbiamo dimostrato che gli stessi squali tornano, anno dopo anno, in questa stessa baia.

Ai primi di maggio la partenza per la campagna 2004. La sfida quest’anno è ambiziosa: marcare gli squali con tags satellitari che
registreranno, una volta abbandonata la baia, i loro spostamenti attraverso il Mediterraneo. Si tratta di una tecnologia all’avanguardia: i tags si staccheranno dal dorso dell’animale dopo un anno e trasmetteranno tutti i dati via satellite, per email.

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